"Voci dalla Pisacane, scuola meticcia di Roma sotto minaccia di chiusura". Articolo di Militant A
 La settimana scorsa sono stato a Via di Acqua Bullicante nella sala del Consiglio Municipio Roma 6, che si trova a pochi metri dalla scuola elementare Carlo Pisacane. Il parlamentino era affollato, l'argomento in discussione è molto sentito. Tutti i consiglieri presenti (tranne uno per motivi di lutto). La parte riservata al pubblico gremita. Si discuteva la mozione presentata dalla maggioranza (di centro sinistra): “Rifiuto del tetto del 30% per le iscrizioni di non italiani alla scuola pubblica”. Aperta la seduta è stata data parola al pubblico, per un massimo di 25 minuti. Pensavo di sentire voci contrastanti. Erano tutti e tutte a favore della Pisacane (più dell’80% di iscritti stranieri). Queste alcune voci raccolte:
“Chi dice che la Pisacane è un ghetto ha un problema. E il suo problema è che non ci è mai andato.
Io sono una psicologa che ci lavora dentro da anni e vi dico che quello che avviene in questa scuola è straordinario. Ed è dovuto a questi bambini. Per la condivisione della lingua, per le relazioni che hanno. Se ci fossero bambini che non parlano proprio l’italiano ecco questo sarebbe un problema. Ma alla Pisacane questo non accade, perché noi li seguiamo e tutti parlano un po’ l’italiano. L’integrazione è un processo lento, ma io vi dico che alla Pisacane sta avvenendo. Gli italiani stanno tornando. 12 bambini italiani si sono iscritti alla materna. Per la Pisacane questo è un successo. I genitori si sono iscritti sfidando i pregiudizi, sfidando la gogna mediatica, ma se verranno chiuse le prime elementari questo scomparirà”.
“Io sono la mamma di un bimbo, straniera, sposata a un italiano, e vi dico che questa è una scuola pubblica di qualità. Ed è importante per noi averla nel territorio. Molti genitori stranieri non hanno l’automobile, non prendono i mezzi e non parlate di pulmini perché il pulmino azzera il rapporto quotidiano con le maestre. Anche dal punto di vista morale dirci di andare in un’altra scuola è sentirsi scansati. E questo non va, perché questa scuola è un tampone sociale contro le tensioni. Noi siamo contente di questa scuola, qui si imparano 3 lingue”.
Poi hanno preso la parola i consiglieri della destra. Hanno difeso la Gelmini e parlato del crocifisso e del minuto di silenzio. Un po’ di aria fritta dopo tanta realtà. Siamo usciti all’aperto e via di Acqua Bullicante era piena di capannelli, parlavano tutte le lingue del mondo. Vedremo come andrà a finire. Le iscrizioni sono state accolte tutte. Ora il direttore dell’ufficio scolastico regionale dovrà decidere. Il consiglio municipale ha votato contro il tetto.
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