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Zero tolleranza (1999)
Per chi lo vede oggi per la prima volta:
Il concept di questa trilogia video realizzata dai fratelli Manetti nel settembre - ottobre del 1999 con gli Assalti Frontali è una presa di posizione netta contro la politica della "Tolleranza zero", inaugurata dal sindaco di New York Rudolph Giuliani e presa a modello globale per la gestione delle metropoli nell'impero. In quegli anni (precedenti all'11 settembre) la guerra che ogni giorno veniva evocata da politici e giornalisti su giornali e telegiornali era quella contro la microcriminalità, considerata il male che appestava le città e terrorizzava i cittadini e abbassava il valore degli immobili e del business. A new York per ripulire Manhattan e il centro città fu legittimata una sorta di licenza di uccidere per la polizia che iniziò a considerare piccoli spacciatori e ladri di strada come nemici da abbattere.
Molti ragazzi in maggioranza afroamericani e ispanici (alcuni completamente innocenti) caddero sotto il fuoco delle armi, morti ammazzati in una guerra in cui nessuno è mai stato chiamato a rispondere delle immense ingiustizie che ha prodotto. Tra i tanti ricordiamo Amadou Diallo, ucciso da 40 proiettili sparati addosso da una pattuglia di poliziotti, semplicemente perché usciva da un portone buio e quindi con fare sospetto. In quell'anno la lega di Umberto Bossi prese a modello la politica della "zero tolleranza" cercando di importarla anche nelle strade d'Italia. Questa trilogia video, girata in un episodio nel carcere romano di Rebibbia con alcuni detenuti molto conosciuti e rispettati negli ambienti della malavita romana, è una denuncia di quella politica assassina e vuole dire che dalla violenza della società e della polizia nascono solo tragedie e altra violenza.
A 30 miglia di mare (1999)